L'IA non ti trasformerà in artista
Il mito della produttività
Voglio che l’IA faccia il bucato e lavi i piatti così io posso dedicarmi all’arte e alla scrittura, non che l’IA faccia arte e scrittura così io possa fare il bucato e lavare i piatti. — Joanna Maciejewska
Se avete passato anche solo un po’ di tempo su internet, vi sarete imbattuti in questa citazione. È diventata leggendaria, salita nell’Olimpo dei meme. L’avete letta, magari anche condivisa. “Parole sante”, avrete pensato.
Comprensibile. L’ho pensato anch’io. È una frase semplice, intuitiva e in un certo senso persino rassicurante. Chi non preferirebbe passare il proprio tempo facendo qualcosa di più interessante invece delle banali faccende domestiche? Le macchine dovrebbero occuparsi delle cose che non ci piace fare. È il loro ruolo naturale.
Ma ha davvero senso? La tecnologia funziona davvero così?
A proposito di bucato e piatti, vorrei ricordare a tutti che lavatrici e lavastoviglie esistono da mezzo secolo. L’ultima volta che ho controllato, la loro invenzione, che già fa ciò che l’autrice vorrebbe affidare all’IA, non ha trasformato tutti in poeti né liberato uomini e donne dalle catene che ci impediscono di dipingere affreschi rinascimentali tutto il giorno.
La tecnologia riduce il tempo che passiamo a fare cose spiacevoli, soprattutto lavori pesanti, ed è un contributo enorme alla civiltà, ma dovrebbe davvero fare tutto al posto nostro?
Il mito della produttività
Facciamo finta che lavoriate come contabili. Probabilmente usate fogli di calcolo, non soltanto una calcolatrice o carta e penna. Delegare l’elaborazione dei numeri a una macchina produce risultati affidabili e corretti il 100% delle volte (a meno che non facciate qualche errore da qualche parte). Aver automatizzato questo processo ha aumentato enormemente la produttività, perché il nostro cervello non è ottimizzato per questo tipo di compito.
I fogli di calcolo danno più tempo libero ai contabili? Se riuscite a lavorare più velocemente o in maniera più efficiente, il vostro carico di lavoro aumenterà proporzionalmente fino a riempire il tempo disponibile. La giornata lavorativa non si accorcia.
Pensate a quante email si accumulano ogni giorno nella vostra casella di posta.
Siamo arrivati al punto in cui implementiamo nuovi sistemi semplicemente per riuscire a stare al passo con l’aumento di informazioni che la tecnologia ci permette di ricevere. Lo vediamo nelle notifiche degli smartphone o nelle ricerche web, che presto verranno sostituite da riassunti generati dall’IA con le informazioni rilevanti.
Purtroppo, allo stesso modo in cui affidarsi a una calcolatrice non ci rende migliori in matematica, affidarsi all’IA per organizzare la propria vita non ci rende migliori nella vita. Se il volume di informazioni supera una certa soglia, l’unica alternativa alla delega all’AI è lo sfinimento.
Comunque, tornando alla nostra amata lavatrice, dobbiamo ammettere che svolge un lavoro davvero duro e ingrato. A noi non resta che mettere dentro i vestiti e premere un pulsante. Prima o poi qualche università americana probabilmente ci farà uno studio sopra, ma penso sia ragionevole supporre che caricare la lavatrice aiuti a rafforzare la nostra disciplina e la nostra autostima.
Sette persone su dieci dicono di sentirsi più soddisfatte dopo aver pulito casa.
So che alcuni maniaci apprezzano sinceramente questa attività, ma per tutti gli altri è una faccenda che semplicemente deve essere fatta. Eppure questo compito banale ci insegna a prenderci cura di noi stessi e dello spazio in cui viviamo.
Ci vuole tempo per rendersene conto e imparare ad apprezzarlo, ma è un fatto innegabile.
E anche se esistesse un robot capace di caricare la lavatrice al posto nostro, avremmo davvero risolto tutti i nostri problemi? No. Non passiamo le giornate a caricare lavatrici o lavare piatti (a meno che non sia il nostro lavoro). Il lavoro è ciò che assorbe quasi tutta la nostra vita produttiva. Possiamo certamente dedicarci agli hobby nel tempo libero ma, a meno che non siamo nati con la camicia, il tempo speso a lavorare sarà sempre immensamente superiore a quello passato a dipingere.
Infine, se fossimo completamente liberi da ogni peso o responsabilità, affronteremmo davvero il lungo e faticoso processo necessario per imparare un’arte, oppure cercheremmo semplicemente un’altra scorciatoia per definirci artisti?
Il desiderio di una maggiore automazione riguarda meno la libertà e più l’evitare il disagio.
Forse il vero pericolo è che le macchine ci sottraggano quelle piccole forme di sforzo che ci tengono ancorati alla realtà. Una volta scomparso ogni inconveniente, potremmo scoprire che la comodità non era ciò che stavamo davvero cercando.
#SalottoVistaMare #IA #lavatrici




Un bellissimo ribaltamento di prospettiva, non così scontato! E molto condivisibile.