Fibra dissa Fibra?
2006 VS 2026
Mia nonna, nonostante il mio rammarico, non conosce gli artisti “moderni” come i vari Lazza, Blanco, Sfera Ebbasta, Tony Effe o la Baby Gang. Pur essendo di Cinisello Balsamo, non conosce neppure Vegas Jones. Per lei esiste solo Fabri Fibra. Lo ascolta da sempre e me parla continuamente. E’ stata proprio lei a trasmettermi la passione per questo grandissimo artista e per il rap in generale.
Mi sembra ieri quando mi diede un CD piratato di Mr Simpatia per il mio compleanno. Ricordo che lo ascoltammo per intero insieme, in salotto. La sua canzone preferita era Da questo locale mentre la mia era Venerdì diciassette (ovviamente).
Fabri Fibra ha costruito la sua carriera parlando in maniera cruda, volutamente esagerata e provocatoria, di fatti personali (o presunti tali) e/o fatti di cronaca dell’epoca. Ho sempre apprezzato il fatto che invece di sparare a zero su tutto e tutti, spesso e volentieri attaccava sé stesso. Si è descritto come paranoico, invidioso, sessualmente frustrato, ossessionato dal successo e socialmente impacciato. Questa sua forma di autodemolizione lo distingueva da tanti rapper che puntavano sulla “immagine vincente” come biglietto da visita.
Nessuno resta giovane per sempre. L’età magari non porta saggezza ma sicuramente una consapevolezza diversa.
Mi viene da dire che Mr Simpatia (2004), Tradimento (2006) e Bugiardo (2008) siano i suoi dischi più veri, ma in realtà tutti lo sono. All’epoca probabilmente il suo malumore e il mio erano in sintonia. Col tempo abbiamo preso strade diverse.
La sua scalata è finita con Controcultura (2010). Nel suo cammino ci sono stati alti e bassi ma da allora ha continuato a stare fisso in cima. Le collaborazione importanti con artisti estranei al suo genere musicale in Guerra e pace (2013) lo hanno consacrato quasi a cantautore. Parla, da uno adulto, della società che lo circonda. Lo fa dall’alto, arroccato in cima alla torre del castello da cui nessuno lo può cacciare.
Con Squallor (2015), ormai al top, si diverte a fare musica insieme ad altri rapper, dando lustro al genere e spostando l'attenzione in maniera definitiva verso il panorama musicale italiano mainstream.
Odio i rapper banali, chi li produce e chi li segue.
10 in comunicazione, non uso mai l’inglese, adesso faccio un’eccezione: fuck Fedez!
Nel 2022, a 46 anni, Fabri Fibra si è disintossicato. E’ proprio il caso di dire applausi per Fibra. L’anno scorso è uscito il suo disco magnum opus Mentre Los Angeles Brucia.
Se dici cosa provi, tutti contro.
Ogni successo crea un rimorso, non ci pensare fatti un sorso. […]
Se solo lo avessi previsto. [...]
Davanti a me guardo l’abisso,
questa vita mia,
crocifisso,
mi lancio
per finire il disco.
Pochi giorni fa ricevo una chiamata “Marcello, è uscita la versione Deluxe dell’ultimo disco dello Sfiber. L’hai ascoltata? Che ne pensi?” — era mia nonna. E no, non lo avevo ancora ascoltato.
Apro il browser e metto su la playlist.
Canzone 1 ok. Canzone 2, meh. Arrivato alla canzone 3, neanche dopo mezzo secondo, un dolore acuto alle orecchie. La voce insopportabile di Riccardo Zanotti canta il primo verso/ritornello.
Chissà perchééééé…
Chi ci segue sa che abbiamo messo il nostro disprezzo ai Pinguini Tattici Nucleari in vetrina in passato (di cui il caro Riccardo Zanotti è frontman).
Sto in paranoia come un quadro di Goya.
Ho capito che para-noia fa rima con Goya, ma Francisco Goya ha dipinto di tutto: guerre, ritratti di corte, scene religiose. Ridurlo a sinonimo di paranoia è come dire "sono depresso come Van Gogh" o "sono intelligente come Einstein" (che purtroppo non fanno rima).
Perepè qua qua, qua qua perepè.
Non riesco nemmeno ad immaginare quale possa essere un pubblico all’intersezione tra chi ascolta i PTN e Fabri Fibra. Sono praticamente agli antipodi. Entrambi hanno successo nei rispettivi generi, che senso ha fare una collabo come questa?
Perepè qua qua, qua qua perepè.
Il resto del disco ha sonorità simili. Featuring con artisti fatti per fare cassa. Sembra quasi un disco neomelodico dove battute dure, serrate e taglienti vengono seguite da ritornelli da canzonetta.
Perepè qua qua, qua qua perepè.
C'è una certa ironia nel fatto che uno degli artisti che più amava smontare le convenzioni del mainstream sia diventato uno di quelli che contribuiscono a definirle.
Perepè qua qua, qua qua perepè.
PS: Consiglio per una track futura di includere un sampling di Torna a Surriento.
Perepè qua qua, qua qua perepè.
#SalottoVistaMare



